L'Estetica nella Corrispondenza del Secolo XIX

Con la lodevole intenzione di stimolare la fantasia del lettore,
vorrei suggerire qualche nuovo argomento relativo alla scrittura
epistolare, valutando quanto sarebbe utile sul piano didattico e
divulgativo introdurre l’argomento sulla comunicazione negli stili,
nelle affrancature e nei contenuti riferito ai molti aspetti
storico postali e sociali di un’epoca.

Quando, alcuni anni or sono, ebbi l’idea di cominciare a
raccogliere tutto ciò che postalmente ed esteticamente c’era di
più singolare nella corrispondenza di un tempo, iniziai la mia
ricerca ponendo l’attenzione sui formati delle lettere, sui contenuti
e sull’importanza dell’affrancatura che ne completava la spedizione.

Nato cento sessant’anni fa, il primo francobollo del mondo, il
famoso “Black Penny” con l’effigie della regina Vittoria, fu una
piccola rivoluzione nelle comunicazioni che si allargò in pochi
anni a tutti i paesi del mondo.

Ma fu anche un vanto femminile: portava il profilo di una donna.

Ripiegate e sigillate, quasi a custodire ancora oggi un segreto messaggio, queste antiche lettere sono preziosi esempi di una sempre più dimenticata abitudine di affidare agli scritti le proprie parole.
Esempi di buste e formati diversi, secondo le epoche: dai precursori della busta, ottenuti ripiegando il foglio scritto, alle bustine decorate e preconfezionate. E’ di uso comune chiamare “ Valentine“, termine di usanza anglosassone, le piccole bustine che usavano gli innamorati.
Lettere femminili di esperte calligrafe, arte appresa nei collegi per signorine di buona famiglia, minibiglietti augurali di gusto fine secolo finemente lavorati a ricamo ci mostrano le straordinarie abilità manuali di fanciulle operose e diligenti.
La nobiltà italiana ed il ceto medio alto, prendendo ad esempio i modelli di lettere d’oltralpe di gusto più raffinato e sobrio, se ne servirono per usi diversi. Per chiudere la corrispondenza veniva usata generalmente o l’ostia di vecchia memoria oppure la ceralacca. Raramente, e solo da gente di censo, furono utilizzati splendidi chiudilettera in carta.
I “nobiluomini” dell’epoca tenevano moltissimo all’estetica epistolare e spesso apponevano splendidi chiudilettera per sigillare le loro missive, vere e proprie miniature in carta generalmente raffiguranti i grandi letterati italiani. Le signore invece preferivano bouquet fioriti.

“Amati genitori, lo sapete che vi amo tanto con tutto il cuore, che sempre prego Iddio per voi, e che, se pure qualche volta manco ai miei doveri, ne sono tosto pentito”. Così inizia la parte dedicata agli auguri di grandi e di piccini; scritte in bella calligrafia, letterine trinate con riporti in carta a disegni floreali: i grandi esprimono auguri e sentimenti, i piccoli chiudono con tanti buoni proponimenti….

Di periodo napoleonico sono le belle carte intestate dei dipartimenti italiani con illustrazioni a stampa, che ripiegate divenivano buste. In seguito si utilizzò la carta intestata come messaggio pubblicitario nella corrispondenza commerciale; in alcune città turistiche di fama come Firenze,Venezia, Roma ecc… venne approntata una speciale carta da lettere con illustrazioni dei punti di maggiore interesse artistico; enti pubblici e privati adottarono fantasiose carte intestate.

Nella corrispondenza in partenza dagli Antichi Stati Italiani ogni stato risentì dell’influenza politico-culturale di appartenenza. Nel Regno Lombardo Veneto, con l’introduzione dei francobolli che venivano stampati a Vienna, per via di un sistema postale più efficiente e per una cultura di influenza mitteleuropea, vi fu un fiorire di magnifiche corrispondenze. Anche il regno di Sardegna, per le strette vicinanze con la Francia risentì moltissimo di una cultura epistolare più europea, ricca di interessi e di scambi. Così pure fu per i piccoli Ducati di Modena e Parma guidati dagli Estensi dove si riscontrano corrispondenze di stile molto raffinato. Di differente impronta, rigorosamente ecclesiastica, la corrispondenza nello Stato Pontificio, (difficile nella nostra ricerca fu reperire corrispondenza femminile!). Per il Regno delle Due Sicilie, per via dei numerosi collegamenti marittimi, si riscontrano maggiori corrispondenze commerciali, mentre per il Granducato di Toscana, per grande tradizione, lo scrivere divenne un’arte.
La parte del leone, in tutto questo brevissimo periodo, per grafica, colore e storia, sta certo nelle rare affrancature.

Con l’unità d’Italia si verificò una standardizzazione modesta nelle buste e nei colori. In questi interessanti periodi, per le vicende politiche foriere di grandi cambiamenti, il fascino maggiore è dato dall’insieme delle varie e rare affrancature e dai contenuti patriottici.
Intorno al 1870 si verificò una proliferazione di corrispondenze diverse per formati ed usi, sia per i biglietti che per le stampe: iniziava l’era commerciale.

La prima cartolina postale emessa in Italia il primo gennaio 1874 si ispirò, per il piccolo formato, alla prima cartolina postale emessa in Austria nel 1869 ideata da I. Heneman, studiata per spedire a tassa ridotta le corrispondenze aperte.

Un cenno meritano le corrispondenze di piccolo formato e di interessanti affrancature provenienti dalle località del Medio Oriente, dove si aprirono gli Uffici Italiani all’Estero, e dalla Repubblica di S. Marino in periodo precursorio, che chiudono questa rassegna di un’epoca nella storia del costume di comunicare.

Prima di accomiatarmi riporto qui una tenera missiva scritta in bella calligrafia e con qualche timida confidenza!
“Genova 1° ott.1852.
Carissimo fratello, Ti ringrazio molto della tua amabile lettera, la quale mi fu gratissima. Già da diversi giorni mi proponevo di scriverti, ma non avendo tempo abbastanza mi fu sempre impossibile. Godo assaissimo nel vedere il piacere che provi costì, e credi che ne prendo gran parte sia perché ti sono sommamente affezionata, sia perché, trovandomi nella stessa posizione, capisco pienamente quanta consolazione si prova. Oggi abbiamo a pranzo il mio caro Gaetano, immaginati come io sia contenta, esso viene sempre a passare le serate con noi e ti assicuro, mi sembrano brevissime.
Addio mio amato Giuseppe, essendo un poco tardi finisco porgendoti i saluti di nostri genitori e di tutta la famiglia mentre sono di cuore Tua aff.ma sorella Giulia Cattaneo."


....Giannarosa Righetti Mazza.





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"Il senso estetico è l'intelligenza del cuore"
(James Hillman)

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